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lunedì 21 maggio 2012

Il pregiudizio della “separazione patogena”

di claudia piccinelli - 9 maggio 2011

Mamma separata ai colloqui generali della seconda elementare: signora suo figlio balbetta in modo preoccupante, non si è accorta? Sicuramente ha risentito della separazione.

Eppure io questa mamma la conosco, separata da tre anni, separazione molto travagliata tre anni fa, un vero incubo. Grazie alla mediazione familiare (pur condotta secondo un modello diverso da quello che io preferisco, ma comunque decisamente efficace) e al sostegno psicologico della signora, la coppia ha fatto enormi passi e ora sono una bellissima coppia di genitori ben separati che ricevono complimenti per la civiltà del loro comportamento dalle persone che stanno gomito a gomito nel loro ambiente sociale e che ben conoscono il nuovo stile di vita, sereno e costruttivo di questi genitori separati.

Il fatto è che il bambino balbetta solo a scuola, mentre quando è con mamma e papà ha solo uno stile prosodico un po’ più calmo, i suoi genitori si sono messi d’accordo per metterlo a suo agio il più possibile e nel lasciargli tutto il tempo di cui ha bisogno per esprimere il suo pensiero (dopo aver consultato una logopedista che ha condotto l’osservazione del comportamento linguistico). Non sarà più utile per il bambino ricercare le cause della sua “balbuzie scolastica” con più attenzione e meno pregiudizi?

Altra mamma al telefono con il neuropsichiatra: signora, se suo figlio è così agitato a scuola significa che ha risentito della vostra separazione. Comunque se per adesso non ha ancora riportato conseguenze sul rendimento scolastico aspettiamo a fare una valutazione, ci risentiamo tra tre mesi.

Conosco anche questa seconda mamma: separata da un anno, separazione all’inizio caratterizzata da grande amarezza, ma ora accettata da entrambi i genitori che nel corso dell’anno hanno fatto un percorso di mediazione molto ben riuscita e che si sono impegnati anima e corpo per evitare al figlio inutili sofferenze, a partire da quella dei continui litigi di prima di separarsi.

Due le cose in comune che hanno le insegnanti del primo caso e il neuropsichiatra del secondo, un unico preconcetto: la separazione fa male ai figli e la sensazione di delusione e ingiustizia riportata dalle due mamme.

Viene da chiedersi quale sia l’utilità di considerazioni del genere: cosa si può attendere come soluzione un insegnante o un neuropsichiatra dall’individuare nella separazione dei genitori la causa dei problemi del bambino, senza tenere in minimo conto la qualità dei rapporti e il clima del nuovo assetto delle relazioni familiari? Che i due ex coniugi tornino insieme sicuri che una ricongiunzione risolva il problema di balbuzie o di iperattività? Purtroppo è ancora molto radicato questo pregiudizio che si annida anche nelle agenzie educative e di cura, come nei due casi di esempio citati, allo stesso modo che in ambienti meno istruiti.

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