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lunedì 21 maggio 2012

Isabella chiede:

di claudia piccinelli - 11 gennaio 2011

“sono una mediatrice familiare alle prime armi.Vorrei che qualcuno con esperienza mi consigli come convincere la moglie ad incontrare il marito in mediazione ,verso cui nutre molto rancore e da cui vuole solo l’aumento dell’assegno di mantenimento(motivo per cui ha chiesto di venire in mediazione)”

Commenti

  1. claudia scrive: 11 gennaio 2011

    Ciao Isabella neomediatrice, benvenuta tra noi.Siamo ex compagne di scuola di formazione, ci siamo formate con Spaziomef. Da quale scuola provieni?
    Relativamente alla tua “separanda” mi porrei subito due domande:
    Il solo aumento dell’assegno può essere una motivazione valida per la mediazione? Quando ha fatto la richiesta di entrare in mediazione chi si aspettava di incontrare, il mediatore e basta? Stando a questi pochi dati che hai fornito mi sembra che siano inadeguate sia la motivazione che le aspettative, temo che la signora non sia una buona candidata per la mediazione…

  2. isabella regino scrive: 12 gennaio 2011

    ciao Claudia, grazie per la tua cortese risposta.Io mi sono formata a Roma al “Centro Studi Bruner” con master in mediazione familiare e sono laureata in giurisprudenza.
    In effetti anch’io penso che non si possa procedere con la mediazione,ma vorrei provare a convincere la signora a comunicare col marito.Anche perchè è stata lei a contattarmi, ed è informata benissimo sulla Mediazione Familiare e i suoi principi. Il marito è stato convocato ed è sembrato molto disponibile a continuare nel procedimento.
    La signora inoltre è venuta da me perchè vorrebbe evitare la separazione giudiziale(già in atto e chiesta da lei).
    In sostanza vorrebbe un accordo avente ad oggetto un aumento dell’assegno di mantenimento (ma non vuole incontrare il marito).
    Come la convinco ad incontrare il marito?

  3. claudia scrive: 13 gennaio 2011

    Cara Isabella,
    non credo che “convincere” sia un dovere del mediatore, penso che piuttosto sia doveroso informare esaustivamente sulla mediazione, quindi visto che hai “informato benissimo” la signora, sta ora a lei fare le sue valutazioni sull’utilità o meno di avvalersi della prestazione di un mediatore. Anche nella decisione iniziale è implicita una scelta e una conseguente responsabilità, che la signora si assume autonomamente.

  4. anna scrive: 20 gennaio 2011

    Ciao Isabella e ciao Claudia, sono mediatrice formata al GEA
    di Milano da diversi anni.In merito al problema intercorso nelle vostre conversazioni, mi rendo conto che non è facile motivare qualcuno ad incontrare qualcun altro sulla base di informazioni relative alla mediazione. Per la mia esperienza posso dire che proporre incontri individuali con ciascuno dei genitori consente di raccogliere molti elementi utili per fare proposte di lavoro congiunto che può essere considerato utile per entrambi.
    buon lavoro!anna

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