L’Italia, il diritto di visita e la Corte Europea dei diritti dell’Uomo
di Maria Giovanna Salaris - 22 novembre 2010L’Italia è stata condannata per non aver fatto rispettare le sentenze sul diritto di visita. La Corte europea dei diritti dell’Uomo, ha infatti accolto il ricorso presentato da un padre contro l’Italia per la violazione del diritto al rispetto della vita familiare.
Il padre, dopo il divorzio, aveva avuto notevoli difficoltà ad esercitare il suo diritto di visita ed aveva dovuto più volte richiedere l’intervento del tribunale dei minori, ciò a causa del comportamento ostruzionistico della madre che gli impediva di esercitare il suo diritto di far visita al figlio.
L’accusa mossa alle autorità italiane è l’aver adottato misure “automatiche e stereotipate” senza adattarle al caso specifico; misure che di fatto non hanno assicurato al padre di poter effettivamente vedere e stare con il figlio.
Riconosciuta la violazione contestata, l’Italia è stata condannata al versamento di 15 mila euro quale risarcimento per i danni morali subiti dal ricorrente.
Corte Europea dei diritti dell’Uomo sentenza 02 novembre 2010
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Questa sentenza della Corte europea rimarca la questione del “diritto di visita”.
In mediazione il diritto di visita è uno degli scogli da affrontare.
Far comprendere che un bambino ha bisogno di un papà così come di una mamma è spesso difficile. Frequentemente ci si imbatte nelle richieste dei papà di voler dividere al 50% il tempo con il bambino, mettendo in primo piano le ore, i giorni e non il bambino.
… “15 giorni con me e 16 con te, così ce lo dividiamo equamente”… E il bambino è veramente diviso a metà, straziato dall’angoscia di stare tanto tempo con il papà quanto ci sta con la mamma.
Oppure ci si imbatte nelle mamme che “fagocitano” il bambino, frapponendo alle richieste del padre di poter vedere i figli, mille e più ostacoli. Problemi di salute, problemi di scuola o semplicemente, e senza troppe scuse, rifiutano al padre la possibilità di vedere il figlio.
Molte volte sul “diritto di visita” diventa necessario soffermarsi per diversi incontri, e a volte proprio su questo punto le mediazioni non riescono a proseguire e si chiudono.
Quando, però, i papà e le mamme trovano l’accordo … beh, in quel momento il mediatore vorrebbe fare un brindisi!